Un nuovo paradigma.

Di Ulisse Nino Ponzo.

Non credo alla “verità”, al politicamente corretto, ai cosiddetti esperti, ai cattedratici che fanno pesare il loro ruolo. Sono molto legato alle proposizioni: “Buon senso della gente comune” (B. Russell) e “Possibilità
di confutazione” (K. Popper), con una predisposizione verso la metafisica piuttosto che la scienza, specialmente quella contemporanea.

Ho sempre avuto tanti dubbi e per questo è cresciuta in me il valore della tolleranza, nonostante io provenga dal mondo delle fabbriche, dell’ingegneria meccanica, degli oggetti da costruire, della dimensione fattuale.

Occupazione, salute, natalità, assistenza, potere di acquisto, fuga dei cervelli all’estero, sistema industriale, eccellenze del made in Italy, patrimonio pubblico. Tutto in un declino inarrestabile, tutto in svendita.
Aumentano però le spese militari: ai 24 miliardi di euro (MEF 2018) ne vanno aggiunti altri 7 a partire dal 2020, come voluto dagli USA; continuiamo a pagare al cartello finanziario il pizzo stratosferico di 72 m. di euro/anno come interessi passivi su un debito pubblico da loro progettato in modo che non possa mai diminuire; avanza inarrestabile l’erosione della nostra sovranità monetaria/politica, al punto di sentire Mario Draghi dire che: “Un paese perde sovranità quando il livello del debito è tale che qualunque decisione passa al vaglio del mercato cioè di attori che non votano ma determinano i processi”(1).

E poi, gli effetti relativi al controllo dei media, del clima, dei farmaci, della produzione del cibo, e poi ancora gli effetti relativi al depauperamento della scuola pubblica, ai massicci flussi migratori incontrollati, all’alcool, alle droghe, alla teoria gender, al transumanesimo.
Sembra lo scenario di un’operazione bellica in grande stile, di una guerra, di una guerra però atipica, subdola, ibrida, combattuta con un apparato di armi che non fanno rumore ma che sono più devastanti delle
armi da fuoco alle quali vanno a sommarsi.
Tutto questo avviene per caso? Non credo anzi, sono convinto che ciò rientri in una pianificazione ben precisa dei cosiddetti poteri forti i quali puntano a consolidare ed espandere il loro potere, a sottomettere le
nazioni e a ridurre il numero degli esseri umani, in un delirio di onnipotenza. Un apparato che “esporta” la democrazia e la sua sottocultura di rapace predazione in tutto il mondo, che impone con la violenza, con le
sanzioni commerciali e con il controllo della moneta le sue scelte sancite come l’unica realtà possibile la quale non tollera alternative alla sua logica di dominio tentacolare.

Realtà propria del liberismo capitalistico, delle multinazionali, di Wall Street, della City di Londra, del Pentagono, della NATO, dei costruttori di armi, dei servizi segreti, della massoneria nera. Soggetti, questi, collegati in un abbraccio funzionale ai propri rispettivi interessi e che compongono una sorta di stato profondo che osserva unicamente le sue regole neofeudali (2).


Papa Francesco, al rientro dal suo viaggio in Corea nel 2014, disse: “Siamo entrati nella Terza guerra mondiale, solo che si combatte a pezzetti, a capitoli”. Siamo in balia di un mostro il quale esercita il suo nefasto potere in adorazione del dio denaro, distruggendo le genti e la natura, la storia umana e la bellezza del creato, con la complicità di governi fantocci abituati al vassallaggio e al tradimento verso il popolo di appartenenza.
Non è possibile rimanere inermi a questa drammatica deriva che sta portando noi e l’umanità intera alla catastrofe finale. Che fare e come fare allora per difendere la nostra sopravvivenza e quella delle nuove
generazioni da un drago così potente e pericoloso?

Che fare
Credo che nessuno abbia una ricetta esaustiva ma sicuramente l’inizio del riscatto potrebbe essere quello di puntare su un “altro tipo di uomo” (G. Chiesa ndr). Un altro tipo di uomo che modifichi il suo rapporto con
la natura e che rispetti tutte le cose che risiedono su questa terra, che ricomponga l’intelletto con lo spirito, che si lasci guidare dall’etica in tutte le sue scoperte ed applicazioni scientifiche/tecnologiche, che si difenda
dalla bugia e dalla manipolazione. Che armonicamente colleghi la tradizione con la modernità, che esca “dallo stato ipnotico” (ibid.) di questo surreale momento storico, che riconquisti il senso critico e la sapienza, che sia sincero ed onesto, che sia consapevole e responsabile delle sue azioni, che difenda la giustizia e la decenza. Che ossequi i valori della famiglia con i suoi ascendenti e discendenti, che rispetti le altre credenze religiose, che sia tollerante e riconosca il valore dell’umiltà e del perdono, che sia coraggioso nel combattere per un ideale pur se nella condizione di minoranza, che punti all’unione nella garanzia dei propri diritti e di quelli degli altri, che azzeri al proprio interno la pulsione egoica, che strutturi un’organizzazione collettiva insieme ad una coscienza collettiva.

Come fare
Bisogna studiare e fare studiare la Costituzione, il nostro faro di civiltà moderna; arricchire costantemente le nostre conoscenze e diventare più colti; rivolgere lo sguardo agli altri che ci sono intorno e metterci insieme
su tutto ciò che ci unisce: a casa, scuola, chiesa, fabbrica, bar, ospedale, ufficio, caserma e così via; ricordare che i governanti dipenderanno effettivamente dai governati se questi ultimi fanno massa critica.
Partendo da noi stessi e dalle rispettive realtà territoriale, si potrebbe incominciare a dire NO al degrado causato dal neoliberismo globalista, smettendo di riprodurlo in quelle parti dove ci è possibile intervenire,
quindi:
No ai media di regime, all’alcool, alle droghe, all’ignoranza, all’apparenza, al mondo delle scommesse, ai giochi in borsa dei piccoli risparmiatori, al consumismo, agli sprechi, a chi vuole dividerci e contrapporci.
Il nostro no ai disastri di questo sistema criminale, che distrugge l’essere umano insieme alla natura, dovrà prendere forza non agendo come i suoi responsabili, non parlando come loro, non sembrando nemmeno come loro. Quindi contro la loro bruttezza, dobbiamo schierare la nostra bellezza; contro la loro gerarchia, la nostra orizzontalità; contro la loro finta democrazia, la nostra sovranità; contro la violenza della loro aggressione, il nostro ripudio alla guerra e alle mafie; contro il loro denaro, la nostra dignità; contro il loro lavoro, il nostro fare in comune; contro la loro arroganza, la nostra semplicità; contro la loro cattiveria, la nostra umanità.


Occorre individuare i punti deboli di questo letale capitalismo ed aprire dei varchi nella trama della sua dominazione convincendosi che, benché potente, è un sistema sporco di sangue e di pensiero, pieno di contraddizioni e inganni, nascosto da cartelloni pubblicitari, contrastato da innumerevoli proteste popolari in diverse parti del mondo. Occorre fare di tutto per scoprire queste crepe e farle estendere, moltiplicare, diventare demolitrici. Occorre rendersi conto che il neoliberismo globalista non può essere oltrepassato con un’azione unica e immediata. Il suo superamento, invece, deve intendersi come la morte di un organismo causato da un
milione di punture di api o da un milione di fenditure, fessure, tagli, aperture. Queste ‘crepe’ non aspettano un momento determinato per svolgere la loro azione ma, iniziano da subito e proseguono fino alla fine.


Ecco alcune crepe, germi di una critica radicale in contrasto alle regole neoliberiste:
Rifiuto di adesione dell’Islanda all’UE, referendum per l’uscita della Gran Bretagna dalla UE (Brexit);
Movimenti e partiti sovranisti europei anti UE; ribellioni popolari come la passata revolucion bonita di Chàvez in Venezuela, le attuali marce e blocchi stradali nelle principali città dell’Honduras contro il presidente filo americano Hernández, la sollevazione in Cile contro il presidente filo atlantico Piñera, la rivolta in Ecuador contro il presidente Moreno esecutore delle decisioni del FMI, la vittoria del peronismo in Argentina contro il presidente liberista Macri, l’attivismo del movimento pan-africano (14 stati africani)contro il colonialismo francese;

Movimenti di contestazione come i Gilet Gialli in Francia, il Comitato No Guerra No Nato in Italia, Greenpeace, e altri.

Note
(1) Audizione alla commissione per gli affari economici e monetari dell’europarlamento del 28/01/2019.
(2) ”Avremo un governo mondiale, che vi piaccia o no. La sola questione che si pone è di sapere se questo governo mondiale sarà stabilito col consenso o con la forza.” (James Warburg, banchiere, di fronte al Senato USA, 17 febbraio 1950).
“Io e la mia famiglia siamo accusati di volere sviluppare una struttura socio-economica e politica il cui fine è controllare il mondo. Se questa è l’accusa, mi dichiaro reo confesso.” (David Rockfeller -Le mie memorie, pag. 405).
“L’unica cosa che ogni uomo teme è l’ignoto. Quando questo scenario si presenta si rinuncia volentieri ai propri diritti in cambio della garanzia del proprio benessere concessa dal Governo Mondiale.” (Henry Kissinger in un discorso durante un incontro del gruppo Bilderberg a Evian, Francia, 21 maggio 1992).
“La casa dell’ordine mondiale dovrà essere costruita dalle fondamenta … ma la fine della sovranità nazionale, corrosa un pò alla volta, verrà realizzata molto più dell’ormai antiquato attacco frontale.”
(Aprile 1974, dall’articolo “The Hard Road to World Order” di Richard Gardner, ex vice-sostituto del Segretariato degli Stati Uniti e membro della Trilaterale e del CFR, pubblicato sulla rivista Foreign Affairs).

Ulisse, ottobre 2019