Scontro interno agli USA sulla tecnologia spaziale tra la banda Bezos e Elon Musk. I Russi si accordano con Musk.

di Umberto Pascali.

Cosa c’e’ dietro. Lo scollamento della macchina al servizio dell’oligarchia.


Ora si capisce perché il pupazzo Biden e i media di regime/stato profondo hanno lanciato una crescente campagna contro Elon Musk. Sia a livello di propaganda, sia a livello di vero sabotaggio.

Dopo un lungo corteggiamento, i russi, attraverso il capo della ditta spaziale Roscosmos, Dmitry Ragozin,  ha raggiunto un accordo con SpaceX di Elon Musk. SpaceX lavorerà con la Russia per trasportare astronauti russi. Tra parentesi, sembra che siano avviati da tempo i negoziati per l’apertura di una super fabbrica di auto Tesla (Musk) in Russia, dopo l’apertura della super fabbrica Tesla  in Cina.
Notare l’apparente ironia o meglio,  l’apparente contraddizione schizofrenica tra il riaccendersi dell’odio anti russo, anti Putin, del deep state americano, e la firma di un accordo strategico tra una delle ditte più strategiche russe e una americana. 

Sembra che il potere costituito apparente negli USA sia drammaticamente diviso. Quello ufficiale (l’amministrazione Biden, frutto della gigantesca frode elettorale del novembre scorso) sembra controllare sempre meno. Non esiste quindi una dualità di poteri solamente geografici (Florida-Texas etc contro il “centro” Washington) ma anche dentro l’apparato economico, produttivo in settori strategici. Settori legati (in entrambi i paesi) a triplo filo alle agenzie di intelligence militari e civili — specie Signal Intelligence.

Una situazione certamente nuova. Mentre gli operatives dello Stato Profondo tentano con sempre meno capacita’ artigliatrice di ricreare lo scenario creato da FBI & Co. della “Insurrezione dei Trumpisti contro il Congresso” del 6 Gennaio. 
L’accordo Russia/SpaceX denota quindi il livello di scollamento della macchina integrata del Deep State. Potentati industriali tecnologici non si peritano di ubbidire o persino di mostrarsi preoccupati dei diktat dei padroncini universali.
Uno sviluppo che è parallelo agli scollamenti (caotici o apparentemente tali) che vediamo nel fronte degli “alleati” occidentali. Vedi Turchia. Vedi Polonia. Vedi Ungheria. Vedi altre sorprese.

Chiaramente quella che appare come una progressiva perdita di controllo della Macchina, una volta detta angloamericana, potrebbe ricevere uno spintone dalle rivolte dal basso contro il Grande Reset. In primis naturalmente la rivolta italiana partita da Trieste che si sta allargando a tutto il mondo. Il gruppo attorno a Stefano Puzzer ha dimostrato non solo coraggio (di gran lunga superiore ai vari intellettualoidi che pensano di avere la leadership di questo movimento) ma anche una impressionante abilita’ di comunicazione (tutto il mondo canta “La gente come noi” e marcia dietro bandiere italiane!)  e di decisione tattica e strategica.

Puzzer ha sconfitto la tentata provocazione sorosiana, ha costretto un ministro a venire a Canossa, ha spaventato il nano coi piedi di argilla (Draghi), ma soprattutto ha infiammato gli animi di masse di persone (in Italia e all’estero) e le ha liberate, cosi’, dalla gabbia della paura indotta. Questa e’ la chiave per la vittoria.
Diamo a Stefano Puzzer tutto il nostro sostegno, il nostro aiuto e lasciamolo lavorare, mettendo da parte narcisismi accademici.

Il momento che seguirà, sarà un momento di vera, evidente, palpabile transizione.
Eliminato il potenziale della provocazione di regime, e la zavorra dei falsi capo-popoli (Grillo & Grilleschi col loro falso spontaneismo al servizio della Corona), e’ ora il momento di organizzazioni con solide fondamenta ideali, organizzative e con veri persone in grado di prendersi la responsabilità di guidare questo immenso movimento. 

E’ tempo di riprenderci l’Italia, come gli americani stanno tentando di riprendersi l’America, gli ungheresi l’Ungheria, i polacchi la Polonia e così via. Ci si deve avviare adesso ad un coordinamento internazionale di questi movimenti popolari. Dobbiamo essere consci delle difficoltà e delle potenzialità  della situazione, abbandonando l’invidia, le ambizioni personali e le pulsioni più basse; e metterci al lavoro.
Quello che fino ad ieri appariva come il “Potere Invincibile” e’ ora sfidabile e vincibile, se sapremo essere adeguati alla sfida.
 
 

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